
Sezione Mitologia
Mentesauri
Ciao, sono Filippo Carrozzo, e se stai ascoltando questa voce è perché, in un angolo remoto del 2019, mi sono innamorato di un’idea folle. Immagina: due sconosciuti che s’incrociano e si guardano negli occhi pensando la stessa cosa – “E se spiegassimo i miti come se fossero film sonori?”. È stato un lampo, un guizzo di follia creativa, e da lì è nato tutto.
Dopo aver collaborato insieme per una puntata de Il Pollaio ci siamo tenuti in contatto e, ragionando sul fatto che in Italia mancasse un podcast narrativo sulla mitologia, ci siamo organizzati per realizzarlo.
L’idea di base
L’idea di base era riprendere lo stile dei film episodici anni ‘80, con un prologo e un epilogo collegati tra loro da una trama orizzontale e, nel mezzo, una serie di racconti autoconclusivi.
Così è nato il personaggio del Curatore, voce narrante che, oltre a introdurre gli ascoltatori nel podcast, si rivolge direttamente a loro. Questo espediente, unito all’uso oculato di musiche ed effetti sonori, ha consentito di aumentare l’immersività del podcast, rendendolo una vera e propria esperienza sensoriale, come testimoniano le recensioni e i messaggi ricevuti dagli ascoltatori.
Il battito segreto del curatore
Ogni racconto ha un cuore pulsante. Il nostro si chiama “Curatore”: non è una semplice voce, è un doppio oscillare di luce e ombra, un sussurro che ti prende per mano prima di lasciarti correre nel mito. Ho lavorato sulle pause, sui respiri, come se ogni parola fosse un battito che si propaga in un teatro vuoto e poi ti raggiunge dritto al petto.
Registrazione a distanza: io teatro delle connessioni
Immaginate due stanze silenziose, separate da chilometri, collegate soltanto da un filo invisibile: Zoom. Io nel mio studio, lui nello studio improvvisato in camera. Ci parlavamo come fossimo due attori in scena, anche se non ci vedevamo davvero. “Prova più calore qui”, “Rallenta il passo”, “Regalami un sorriso perfido”. Ogni commento era una pennellata su un quadro sonoro.
Il rumore che diventa racconto
Come si dipinge un suono? Chiudere gli occhi, ascoltare il fruscio del vento… noi invece abbiamo preso un frullatore, un vecchio mixer, un cane stizzito e li abbiamo trasformati in strumenti di un’orchestra mitologica. Ogni effetto era un micro-racconto, un gesto di artigianato sonoro per rendere viva ogni scena.
Dal mito all’etere
- Scelta del racconto: ogni leggenda ha un sapore diverso – dal sale amaro di Oceano a quel tocco dolceamaro del fiume Stige.
- Riscrittura moderna: qui non servono polverosi tomi di storia, ma dialoghi che ti fanno sorridere e sospirare, come in una chiacchierata al tramonto.
- La recitazione: sono stato guerriero, sono stato veggente; ho oscillato tra l’ira di Zeus e l’irriverenza di Loki, cercando sempre quell’istante di verità che ti sorprende.
Dopo mesi di lavoro eravamo pronti per la pubblicazione. Mancava soltanto una cosa: la copertina del podcast. Per la sua realizzazione ci siamo rivolti all’artista Linda Aquaro, che ha subito colto lo spirito della serie, trasponendolo in segno grafico. Il successo di Stagione Mitologia ci ha inoltre permesso di entrare in contatto con Storyrel, uno dei più grandi servizi di streaming in abbonamento di audiolibri e podcast, che ci ha commissionato una seconda stagione della serie in esclusiva per la sua piattaforma.
Se vuoi sapere di più …