E tu popolo bambino ricorda che tu hai la possibilità di fare di questa vita una splendida avventura.
scritto e diretto da Bruno Stori e Letizia Quintavalla
interpretato da Filippo Carrozzo
musiche Alessandro Nidi
collaborazione per la ricerca storica e la documentazione William Gambetta, Irene Di Jorio, Leonardo Di Jorio
produzione del collettivo artistico Quintavalla, Stori, Carrozzo.
distribuito da Mentesauri a.p.s.
assistente di produzione Alice Barbàra
Età 14 anni – Secondarie II°
Durata 55minuti
Ringraziamo L’Arboreto teatro dimora di Mondaino, il Teatro dell’Orsa, e il Teatro Gioco Vita di Piacenza
I bambini devono crescere, e così è necessario che imparino dalla storia come la sobillazione e l’intolleranza possano trasformare facilmente gli esseri umani in inumani. Quando qualcuno dice di sé “io sono il più intelligente, il più forte, il più coraggioso e più talentuoso uomo al mondo” si rende ridicolo e imbarazzante, ma se al posto di “io” dice “noi”, e sostiene che “noi” siamo i più intelligenti, i più forti, i più coraggiosi e i più talentuosi al mondo nella sua patria lo applaudono entusiasti e lo definiscono un patriota. Mentre tutto ciò non ha nulla a che vedere con il patriottismo. Si può infatti essere attaccati al proprio paese senza per questo dover sostenere che al di fuori di esso vive solo gentaglia inferiore. E invece più persone caddero in questa insensatezza, più la pace fu in pericolo.
da “Breve storia del mondo”, di E. H. Gombrich.
I Grandi dittatori è uno spettacolo creato nel 2002, produzione Teatro delle Briciole, rappresentato centinaia di volte in tutta Italia da Bruno Stori e visto da migliaia di adolescenti. Oggi, dopo vent’anni, lo spettacolo vede una seconda edizione con un nuovo attore, Filippo Carrozzo. È una sorta di doverosa trasmissione di saperi da attore a attore, perché pensiamo che oggi più che mai sia necessario parlare di democrazia alle nuove generazioni.
Note degli autori
Solo sul palcoscenico, accompagnato da un pallone, metafora del mondo, e da una scritta “IO NON SBALIO MAI”, affronta un monologo tragicomico raccontando la frenetica giornata del dittatore tra abluzioni, condanne ed esecuzioni. Seguono i discorsi in piazza, tra ovazioni e promesse di cibo e lavoro, mentre il volto del dittatore si moltiplica su monete, francobolli, foto, busti e statue. Il dittatore arringa la folla, cerca il consenso, l’approvazione. Nelle sue adunate sta sempre più in alto e chiede al popolo/pubblico di moltiplicarsi: più bambini, più soldati! Nel coro unanime si rivela un altro personaggio: Bernardino l’ometto che si chiede il perché delle cose, che si interroga e riflette sul significato della dittatura. I due personaggi, in un dialogo diretto con gli spettatori, nella scenografia dominata e animata dalla dualità bianco e nero, bene e male, si confrontano con gli inganni e le grottesche miserie della dittatura in un viaggio nel passato, ma anche nel presente del condizionamento dei media e della televisione, con gli occhi bene aperti su populismo, pensiero unico, connivenza coi poteri forti. Un ringraziamento al Grande Dittatore di Charlie Chaplin che è stata la fonte di ispirazione e ha dato l’impulso alla creazione del progetto.
Recensione di Valeria Ottolenghi
Uno spettacolo travolgente d’energia, teso, veloce, che tiene avvinto il “popolo del pubblico” all’ascolto, una scoppiettante, intelligente teatralità. (…) Bruno Stori, unico protagonista in scena, dal circo alla lezione (vera e finta: mescolando periodi e nazioni, politica ed economia, ma con sostanziale aderenza alla storia), dal varietà alle più varie citazioni, Charlie Chaplin (quel mondo che fluttua e scoppia tra le mani!) e Totò, raccontando e interpretando, ilare e grottesco, capace di arringare la sua folla di spettatori e subito dopo commentare ironicamente il suo agire. Una rigorosa professionalità unita a una impetuosa generosità comunicativa, rendono I grandi dittatori spettacolo ora di particolare intensità teatrale, belle, funzionali all’irresistibile gioco d’insieme, le musiche di Alessandro Nidi. Davvero inquietante nell’apparenza dello scherzo il momento in cui viene chiamato un ragazzo a esprimere liberamente il suo pensiero: democratico: il dittatore?!Ma: un istante di buio-e lo spettacolo può continuare senza più quell’amante della libertà! Ed ecco che poco dopo si è tutti nuovamente affascinati da quel fiume di parole-del personaggio/ dell’attore che lo interpreta, una forma di incantamento, però sempre vigile, gli spettatori pronti alla partecipazione, al divertimento, alla risata con pensiero. Il trucco c’è: quella forma di racconto grottesco, quasi da circo, un po’ gridato non è di un dittatore, ma di un attore! Con filastrocca finale: no, non è il suo mestiere governare, fare conquiste. “Io voglio far l’attore/ saltare e sgambettare/ e fare anche il buffone/ e dir quel che mi va!”. Applausi scroscianti, meritatissimi.
Valeria Ottolenghi, Gazzetta di Parma
I grandi dittatori del Teatro delle Briciole: il gioco racconta la tragedia
Sapete che la vita di un dittatore è molto frenetica? E, soprattutto, conoscete il modo – forse un po’ bizzarro – con il quale si può divenire tale? Unica presenza italiana all’interno del festival La Batie di Ginevra, conclusosi lo scorso fine settimana, è rappresentata dal Teatro delle Briciole con lo spettacolo “I grandi dittatori”.
Ideato da Bruno Stori e Letizia Quintavalla, è un lavoro equilibrato e sapientemente costruito per un pubblico giovane, con il pregio di voler raccontare una storia a partire da un tema così interessante e quanto mai attuale: quello della dittatura.
Un dittatore parla sempre in pubblico e fa continue promesse al suo popolo, che poi spesso però non mantiene. Un dittatore dice sempre che tutto va bene; un dittatore, durante una sola giornata, può decidere di far uccidere centinaia e centinaia di ribelli; un dittatore è in grado di raccontare tante menzogne e di essere ovunque… Eppure, nonostante tutto questo, un dittatore gode sempre (o quasi) di un grande seguito e di un inaspettato successo!
In scena Bruno Stori racconta la vita del dittatore con grande maestria, tanto da catturare da subito l’attenzione del pubblico; con la sola forza della parola evoca situazioni e stati emotivi, incuriosendo e stimolando la partecipazione allo spettacolo. Il tema così complesso viene spogliato di ogni possibile fronzolo per presentarlo in tutta la sua illogicità e irrazionalità, incoraggiando nei piccoli spettatori un pensiero critico.
Come sono cambiate oggi le dittature rispetto al passato? Il senso di libertà che intravediamo nel nostro quotidiano è reale? Qual è, nell’attuale contesto, il ruolo della televisione?
Lo spettacolo non tradisce quella che è, o dovrebbe essere, la vocazione primaria del teatro: offrire al pubblico un momento di riflessione collettiva ed essere uno spazio libero dove ciascuno possa esercitare il proprio pensiero critico, interrogandosi sulla vita e sulle sue esperienze.
La forza della pièce sta proprio nella semplificazione della complessità, che è espressa sia in scena che nella costruzione del testo. Con il gioco il Teatro delle Briciole riesce a raccontare la tragedia; con l’ironia gli incessanti soprusi subiti nei secoli da chi storicamente è vittima, debole o semplicemente vuol essere un uomo libero e si ribella.
Bruno Stori per quasi un’ora si trasforma in buono e in cattivo, canta e improvvisa, e se incalzato non si sottrae dal rispondere alle curiosità dei più piccoli. Resta sul finire la sensazione amara nel comprendere quanta poca libertà, in fin dei conti, ci sia sempre stata nella vita degli uomini.
Lo spettacolo è piacevole, a tratti anche divertente, e drammaticamente reale. Da consigliare.
Visto a Plan-les-Ouates (Svizzera), Festival La Batie, il 18 settembre 2010
22-26 Febbraio 2026 – Debutto Nazionale – Teatro Borsoni – Brescia (BS)
2-5 Febbraio 2026 – Teatro Gioco vita – Piacenza (PC)
20 Ottobre 2025 – Residenza Arboreto – Mondaino (RM)