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Cudicchio fiaba popolare dalla tradizione pugliese - Podcast Prodotto da Mentesauri
  • Fiabe in Carrozza
9+ anni
15+ minuti
Divertente

Cudicchio e la pecora zoppa

Da Tradizione popolare

Una fiaba popolare italiana. Cudicchio, il fratello considerato "fesso", ribalta più volte i due fratelli cattivi con la sua fortuna paradossale. Una storia comica della tradizione orale arcaica, con elementi

Ascolta la storia

Voce di Filippo Carrozzo
Fiabe in Carrozza
Fiabe in Carrozza
Cudicchio e la pecora zoppa
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00:00 /

Una storia comica della tradizione orale arcaica,
con elementi scatologici e una visione antica della donna.
La raccontiamo come testimonianza della cultura popolare,
non come modello.
Per ragazzi coraggiosi dai 9 anni.

La pecora zoppa

C’era una volta una famiglia con tre figli maschi.
Il più piccolo dei tre si chiamava Cudicchio.
La mamma non c’era più, pace all’anima sua.
Il padre invece, ormai anziano e pieno di acciacchi, sentendo
arrivare la fine, pensò:

«Devo lasciare qualcosa a questi tre figli. Devo spartire
l’eredità, una cosa per ciascuno. Ma in particolare modo, al più
piccolo, a Cudicchio, voglio lasciare qualcosa di più, perché mi
sembra anche un po’ più ingenuo degli altri.»

Non fece però in tempo a dividere l’eredità che quel giorno
stesso si spense. I due fratelli, prima ancora di aver finito di
seppellirlo, di mettergli sopra l’ultimo fazzoletto di terra per
accompagnarlo nel lungo viaggio della morte, si misero vicino
alla tomba a tramare.

Erano birbanti e cattivi.
Chiamarono Cudicchio:

«Senti, Cudicchio, adesso dobbiamo spartire l’eredità.»
Vi lascio immaginare: l’eredità erano pecore, niente più di pecore.

I due fratelli, furbi:

«Facciamo un recinto nuovo, vicino al recinto vecchio.
Liberiamo tutte le pecore: quelle che vanno nel recinto vecchio
ce le prendiamo noi due, quelle che vanno nel recinto nuovo
te le prendi tu.»
«Così volete fare? Così facciamo» rispose Cudicchio con pazienza.

Liberarono tutte le pecore. Ma… le pecore conoscevano il recinto
vecchio e non conoscevano il nuovo. Se ne andarono tutte nel
recinto vecchio. Solo una pecora, una soltanto, anziché andare
nel vecchio prese la direzione del recinto nuovo.
Ma mentre stava per entrare, inciampò e si spezzò una gamba.
Una pecora zoppa.

I due fratelli si rotolavano dalle risate.

«Cudì! Questa pecora ha già zoppicato in partenza!»
E Cudicchio, con la santa pazienza:
«Va bene, questa pecora me la prendo io.»
Si caricò la pecora azzoppata sulle spalle e si mise in viaggio
verso il mercato. I due fratelli si tenevano la pancia dalle risate.

L’albero di fichi

Cudicchio arrivò al mercato e si piazzò in piazza,
davanti a tutti, gridando:
«Chi vuole una pecora zoppa? Chi vuole una pecora zoppa?»

Si avvicinò un compratore:
«Attenzione» disse Cudicchio. «Io vi vendo la carne della pecora,
ma la pelle me la prendo io. Il resto ve lo prendete voi.»
Affare fatto.
Cudicchio vendette la carne, si tenne la pelle, se la caricò sulle
spalle e si avviò verso casa.

Lungo la strada, sentì delle voci.
Capì che era una banda di briganti diretti verso il paese, e per
non farsi notare salì in fretta su un grande albero di fichi che si
trovava lì accanto. Lassù, nascosto, aspettò.
E mentre aspettava, si mise a mangiare un fico, poi un altro,
poi un altro ancora… Mangia che ti rimangia…

Proprio sotto quell’albero di fichi venne a sistemarsi tutta una
comitiva di briganti che avevano appena fatto un furto nel paese
vicino, e si stavano spartendo il bottino.

Intanto Cudicchio, sull’albero, sentì i bisogni che lo chiamavano.
«E adesso, dove la faccio? Vabbè, visto che sto qua, la faccio qua.»
Si calò i pantaloni e fece pipì dall’albero, proprio sopra ai briganti.

Quelli sotto, sentendosi piovere addosso, pensarono che fosse
un uccellino di passaggio. E continuarono a contare i soldi.

Poco dopo, a Cudicchio venne anche un bisogno… più grosso
forse perché aveva mangiato tutti quei fichi.
Senza farsi troppi problemi… la fece dall’albero…

Il tesoro dei briganti

Mentre quelli si scansavano da destra e da sinistra
“ma che roba, ma che cos’è, è un branco di passeri?”
la pelle di pecora che Cudicchio aveva sulle spalle scivolò giù
dall’albero e cadde a terra con un gran tonfo.

I briganti, già sorpresi e sporchi, si presero un tale spavento che
si misero a correre e fuggirono tutti, lasciando per terra il bottino:
monete d’oro e d’argento.

Cudicchio scese dall’albero, raccolse i soldi in un sacco,
riprese la sua pelle di pecora e se ne tornò a casa.

Il mercato

I due fratelli stavano stesi al sole del pomeriggio, quando lo
videro arrivare con tutti quei soldi.

«Cudicchio, ma come hai fatto a guadagnare tanto
da una pecora zoppa?»
«Eh, sono andato al mercato, fratelli miei, e ho gridato:
chi vuole una pecora zoppa? Ho trovato un compratore, e così.»

I due fratelli si consultarono.
«Cudì, sai che devi fare adesso?!
Azzoppa tutte le nostre pecore, anche noi le portiamo al mercato.»
«Se così volete, così facciamo.»

Cudicchio, con la santa pazienza, azzoppò tutte le pecore dei
fratelli. Quelli le portarono al mercato e non guadagnarono
nemmeno una lira.

Tornarono a casa arrabbiati neri.
«Cudicchio, vieni qua, dobbiamo fare i conti.
Adesso ti diamo un sacco di mazzate.»
«No, no, no.»
«Sì, sì, sì. Ci hai presi in giro, non siamo riusciti a vendere
neanche una pecora zoppa.»
«No, sì, no, sì… Sapete che facciamo? Da domani, invece di
darmi le mazzate, venite a fare i vostri bisogni davanti a casa
mia, tutti i giorni. Quella sarà la mia punizione.»

Il miele

Era il periodo di Natale, in casa loro si mangiava parecchio,
e quindi la produzione era abbondante. Tutte le mattine, puntuali,
prima uno e poi l’altro, andavano a fare i loro bisogni davanti
alla porta di Cudicchio. E lui, con la santa pazienza, raccoglieva
tutto in un grande recipiente.

Quando il recipiente fu pieno fino all’orlo, Cudicchio ci spalmò
sopra uno strato di miele vero, lo coprì bene bene e si disse:
«Adesso questo me lo vado a vendere al mercato.»

In piazza si mise a gridare:

«Chi vuole il miele? Chi vuole il miele?»
Arrivarono i compratori. Chi ne voleva mezzo chilo, chi un chilo,
chi tre etti, chi due once.
«Aspettate un attimo, facciamo una cosa: datemi i soldi, io vi
lascio il recipiente e poi ve lo spartite da soli per conto vostro.»
E così fu.

Cudicchio se ne tornò a casa la sera stessa con un sacco di soldi.
I due fratelli, vedendolo arrivare di nuovo carico, gli chiesero
come avesse fatto. E Cudicchio raccontò tutto.

«Allora, Cudì, da domani veniamo noi a fare i bisogni davanti
alla nostra porta, perché anche noi dobbiamo vendere al mercato.»

Cudicchio, sempre con la santa pazienza, andava a fare i suoi
bisogni a casa loro, e per non offenderli, andò un po’ dall’uno,
un po’ dall’altro. I due fratelli riempirono due grandi recipienti,
ci misero sopra il miele e li portarono al mercato.

Appena cominciarono a gridare:
«Chi vuole il miele?»
I compratori che già erano stati ingannati una volta da
Cudicchio, erano lì ad aspettarli con un’ottima memoria.
Li riempirono di mazzate, li portarono dal sindaco e li
sbatterono in carcere per truffa.

Prima di continuare, una nota importante:

In questa fiaba antica, l’episodio che segue tratta la moglie di
Cudicchio come parte del trucco del furbo.
È una visione che oggi rifiutiamo apertamente: nessuna donna
è proprietà del marito, e nessuna vita è uno strumento.

Riportiamo l’episodio come testimonianza della cultura orale
italiana, non come modello da imitare.
Lo stesso Filippo Carrozzo, raccontandola, lo segnala chiaramente.
Continuiamo perché la fiaba popolare è anche specchio
di chi l’ha tramandata, e leggerla insieme aiuta a vederli.

La moglie

Quando i due fratelli uscirono di carcere, tornarono a casa
con un’idea precisa:
«Cudicchio, stavolta ti dobbiamo proprio uccidere.»
«No, no, non uccidete me, uccidete mia moglie.»

I due fratelli, ottusi come la prima volta, accettarono.
E uccisero la moglie di Cudicchio.

Lui prese il corpo della moglie, se lo caricò sulle spalle e lo
portò al mercato. Stavolta però non si fermò in piazza: andò in
una stradina che portava a una chiesetta.
Lì, sul fondo, c’era un prete che stava per dire messa, ma prima
doveva confessare i fedeli.
Cudicchio sistemò la moglie vicino al confessionale, in posizione
di preghiera, come se aspettasse il suo turno.

Il prete

Il prete passò di lì e vide la signora in atteggiamento di preghiera.
Pensò volesse confessarsi, si mise nel confessionale e cominciò:
«Dite, dite, confessate i vostri peccati.»

Quella, naturalmente, non parlava.
«Signora, devo dir messa fra poco. Confessate i vostri peccati.
Facciamo in fretta.»
Niente, non parlava.

Il prete, perdendo la pazienza, sbatté un pugno sul confessionale.
Il corpo cadde a terra, le ginocchia in avanti.
Il prete si spaventò moltissimo, e in quel momento entrò
Cudicchio gridando:

«Avete ucciso mia moglie! È morta! Avete ucciso mia moglie!»
«No, no, non sono stato io! Non sono stato io!»

Il prete, terrorizzato di essere accusato proprio mentre stavano
arrivando i fedeli per la messa, propose a Cudicchio un patto:

«Senti, facciamo così. Io ti do una mia nipote, è più giovane di
questa, e ti do anche cento ducati. D’accordo?»
«Affare fatto.» E se ne tornò a casa con una moglie nuova,
più giovane, e cento ducati.

La decisione dei fratelli

I due fratelli, ancora una volta, vollero imitare.
Chiesero a Cudicchio di uccidere leloro mogli, le portarono al
mercato e si misero a gridare:

«Chi ci dà una viva in cambio di una morta, più cento ducati?»

Appena la gente sentì quella proposta, arrivarono tutti i paesani
con le forche e i bastoni. Per fortuna i carabinieri li portarono via
prima che venissero linciati.

E così, finirono di nuovo in carcere.

Il sacco

Quando i due fratelli uscirono di nuovo dal carcere,
erano determinati:

«Stavolta Cudicchio deve morire. Stavolta non lo salva nessuno.»

Andarono a casa di Cudicchio, lo trovarono che curava il giardino
con la nuova moglie e il gregge.
«Cudicchio, oggi è la tua fine. Devi morire.»

Lo presero, lo misero in un sacco, lo legarono ben stretto,
lo caricarono sul carretto e partirono verso il mare.
Il tragitto era lungo, e prima di arrivare al mare si fermarono in
un’osteria a bere un bicchiere.
Tirarono giù il sacco e lo appoggiarono fuori dalla porta.

In quel momento, l’oste stava pulendo i coltelli davanti all’
entrata, cantando tra sé.
Sentì una voce che veniva dal sacco:
«Io non la voglio, io non la voglio…»

L’oste, incuriosito:
«Ehi, tu nel sacco, cosa c’è che non vuoi?»
«Ahi, la figlia del re. Io proprio non la voglio sposare.»
«Come, la figlia del re?»
«Sì, i miei due fratelli che stanno dentro all’osteria a bere,
mi vogliono far sposare con la figlia del re. La regola dice che
l’uomo che sarà trovato in questo sacco, domani dovrà sposarla.
Io non la voglio.»

Lo scambio

L’oste, senza pensarci due volte, si tolse il grembiule, posò i
coltelli e disse:
«Adesso ci penso io a sposare la figlia del re. Esci dal sacco,
lega me ben stretto al posto tuo.»

Cudicchio uscì, fece chiudere l’oste dentro il sacco, lo legò
ben bene con un fiocco speciale che non si poteva sciogliere
e se ne andò via tranquillo.

I due fratelli, ubriachi, uscirono dall’osteria, ripresero il sacco,
lo caricarono sul carretto e si avviarono verso il mare.
Lungo la strada, dal sacco veniva una voce che cantava:

“Io la voglio, io la voglio, io la voglio!”

«La vuoi o non la vuoi, tanto vai a finire in mare lo stesso»
dissero i fratelli. E lo buttarono…

Il mare

Intanto Cudicchio camminava per la campagna.
Incontrò un pastore con un grande gregge di duecento pecore.

«Pastore mio, scappa! Da quella parte stanno arrivando dei
briganti, hanno detto chiaramente: dobbiamo picchiare il
pastore con le duecento pecore. Siccome tu sei un pastore
con duecento pecore, tocca a te. Lascia, lascia le pecore a me,
ci penso io a tenerle al sicuro, tu vai via.»

Il pastore lo ringraziò e scappò via di corsa.
Così Cudicchio si prese il gregge.

Il ritorno a casa

All’alba, verso le cinque, i due fratelli tornarono a casa stanchi.
Mentre cercavano la chiave per aprire il cancello, videro
Cudicchio con la moglie giovane che gli preparava la colazione,
e un gregge di pecore che non finiva mai.

«Cudicchio! Ma noi ti abbiamo buttato in mare! Com’è possibile?»
«Fratelli miei, fratelli miei, che ne sapete voi! Quando stavo in
fondo al mare, più scendevo e più trovavo pecore.
Pecore, pecoroni, caproni con le corna.
Quante ne volevo, tante ne prendevo.»

I due fratelli si consultarono.

«Cudicchio, sai che devi fare adesso? Prendici tutti e due,
mettici in due sacchi grandi, e siccome dobbiamo andare più a
fondo di dove sei andato tu, perchè vogliamo più pecore di te,
legaci anche una pietra al collo per ciascuno,
così affondiamo per bene.»
«Se così volete, così facciamo.»

Li portò al mare. Con la santa pazienza, prima uno e poi l’altro,
li lasciò andare in fondo, fondo, fondo.

E non tornarono mai più.

Il finale

Cudicchio se ne tornò a casa, con la moglie giovane, il gregge
che non finiva mai, e un sacco di soldi.

Visse felice e contento davvero.

Stretta la foglia,
larga la via
voi dite la vostra,
che io ho detto la mia.

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