L’oro della voce – Si dice che nei teatri antichi, romani e greci, l’acustica è perfetta.
Una cosa è certa: i nostri progenitori conoscevano il valore della voce e cercavano di valorizzarla, come se fosse un bene di prima necessità.
Ecco perché i teatri erano edificati a forma di semicerchio e il palco era posto in alto. Le gradinate avevano l’inclinazione che vediamo ancora oggi: tutto serviva a conservare la bellezza della voce e dei suoni rappresentati, escludendo ogni rumore proveniente da fuori.
Patrimonio di tutti – La voce è patrimonio dell’umanità come l’aria, come la ragione, come i sentimenti e i valori che abbiamo ereditato dalle generazioni passate.
Aria, mente e cuore
La voce attraversa il corpo, si nutre di emozioni e conoscenza e poi si diffonde per raggiungere e unire persone, gruppi e popoli. Mentre il rumore della guerra distrugge, il suono umano della voce produce dialogo ovvero le basi dell’armonia e della pace. Nulla è più naturale della voce umana, la cui complessità è strettamente legata alla nostra fisiologia e contemporaneamente alnostro pensiero. La voce è il dono che la natura ci ha fatto per consentirci di esistere, sopravvivere ed evolverci anche quando la nostra eredità di violenza ci grida di colpire, di annientare, di uccidere.
La voce genera vibrazioni
Il Verbo è il principio primo della creazione anche nelle principali religioni, mentre le culture ermetiche attribuiscono al suono stesso della voce, che si esprime attraverso litanie e parole “magiche” incomprensibili ei non iniziati il potere di modificare la materia e persino il futuro. Ecco perché chi conosce la voce ed è maestro nel servirsene esercita un potere arcano su chi lo ascolta. La voce dell’attore racconta e ricrea la realtà, trasmette a un pubblico le esperienze del mito e della memoria. Genera cambiamento, rimbomba nei territori del conscio e del subconscio e cambia ogni giorno il mondo degli esseri umani.
Possiamo dire che la voce di un attore è identificabile con l’amore, quando esce dalle labbra per raggiungere l’anima di altri esseri umani? Possiamo dire che la voce di un attore è il contraltare delle voci di chi diffonde odio e violenza, menzogna e paura? Non ti è mai capitato di avvicinarti ai valori eterni e immutabili, quando hai dato voce a opere immense come l’Iliade, il Cantico dei Cantici, la Divina Commedia o l’Amleto? Non eri più te stesso, ma la Voce…?
Gli antichi non potevano conservare la voce dei grandi interpreti e questo fatto li rattristava. Così cercavano di raccontare come fossero quelle voci quasi divine. Il nome stesso della musa Calliope significa “dalla bella voce”. Di Orfeo si narrava che avesse imparato a cantare ascoltando gli uccelli, usando la sua voce con la loro armonia. Quando diceva le sue poesie, non solo gli esseri umani, ma la natura stessa e le creature divine si commuovevano e si fermavano ad ascoltarlo. Museo, recitando, raggiungeva la sapienza e le divinazioni. I grandi interpreti erano posseduti da Dioniso, da Ermes o da Pan. Tespi poteva interpretare ogni ruolo, mentre Eschilo introdusse la seconda voce e Sofocle la terza. Così gli antichi registravano le grandi voci: coltivandone la memoria e seguendo la loro scuola.
Noi possiamo conservare le voci e spesso non ci rendiamo conto di come sia importante questa facoltà. La nostra mitologia è fatta di memorie, ma anche delle loro voci, le voci dei grandi interpreti che si oppongono alla follia che spesso imperversa per il mondo con il loro dono d’amore e di pace.
Quando una grande voce inizia a esprimersi, avviene il più grande miracolo del mondo, un miracolo che si ripete da migliaia di anni, si perfeziona, si evolve e ci regala speranza nel futuro.
Filippo Carrozzo
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