Il teatro è letteratura, poesia, storia, magia, costume, ma soprattutto è vita.
Ma come nasce l’amore per il teatro? Forse per il bisogno di vedersi vivere in personaggi, di entrare in un sogno, di vivere avventure irreali? Dove traggono la commedia, il dramma, la tragedia, quel misterioso incanto mistico e sublime? Dietro ai personaggi, alle grandi maschere di un mito ci vengono incontro creature, vive, vere, uguali a noi. Questa è la delizia del teatro.
L’amatore avverte la delicata metamorfosi, scorge il trapasso dalla condizione umana a quello della fantasia. Questi attori, uomini e donne, che si fanno un volto finto, realistico e fiabesco, sono propriamente il teatro. L’appassionato è al di là della ribalta con gli attori, indovina, intuisce, condivide l’atmosfera magica del palcoscenico. Il copione si trasforma in un grande affresco, una galleria di ritratti parlanti, un paesaggio dove la solitudine dell’uomo si ritrova stupita in un mondo di ninfe e di eroi. Il teatro è grande, così artefatto, così puro, così vasto e ardente e pieno di grande deità.
Il teatro è eterno anche se non dura più di una sera; appare e scompare e a velario chiuso non rimane nulla. Così nelle ultime scene dell’Amleto si infiammano abbaglianti tutte le vampe di un fuoco che sta per incenerirsi e in quel regale trionfo già la morte è pronta e già sul rantolo degli attori sta per calare il sipario. Quell’incendio, quegli attori, quei gridi, quella poesia, quella morte non li rivedremo più. Rimarranno solo le emozioni che sono rimaste dentro di noi. Questa è la meraviglia, questo è l’amore per il teatro.
Ambrogio Paolinelli
https://www.sipario.it/autoricyclopedia/item/980-s-i-p-a-r-i-o-ambrogio-paolinelli.html